Il 28 giugno 2025 è passato. L’European Accessibility Act (EAA) non è più una scadenza futura: è legge vigente. Eppure il 95,9% dei siti web italiani presenta ancora errori WCAG rilevabili automaticamente, secondo l’analisi WebAIM Million 2024. Il divario tra obbligo normativo e stato reale dei siti è enorme — e la finestra per adeguarsi senza sanzioni si sta chiudendo.
Questa guida è pensata per imprenditori, responsabili marketing e titolari di studio professionale che devono capire cosa fare concretamente, senza perdere tempo in tecnicismi inutili.
1. Cos’è l’European Accessibility Act
L’European Accessibility Act è la Direttiva UE 2019/882, che stabilisce requisiti comuni di accessibilità per prodotti e servizi digitali in tutta l’Unione Europea. In Italia è stata recepita con il D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82.
Prima dell’EAA, gli obblighi di accessibilità digitale in Italia riguardavano quasi esclusivamente la pubblica amministrazione (Legge Stanca, n. 4/2004). Con l’EAA l’obbligo si estende a tutti i soggetti privati che offrono prodotti e servizi digitali sul mercato italiano.
«L’accessibilità digitale non è più una scelta etica: è un requisito legale con sanzioni concrete.» — Agenda Digitale, luglio 2025
2. Chi è Obbligato: PMI, Ecommerce, Professionisti
L’EAA si applica a tutti i soggetti privati che offrono prodotti e servizi digitali, con una sola eccezione esplicita: le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro).
In pratica, sei obbligato se:
- Hai un sito web aziendale e superi la soglia delle microimprese
- Gestisci un ecommerce (esplicitamente citato dalla direttiva, Art. 2 comma 1 lett. f)
- Offri servizi digitali come banking online, biglietteria elettronica, streaming
- Hai un’app mobile accessibile al pubblico
- Sei un professionista (avvocato, commercialista, medico) con studio digitale che supera la soglia
3. Scadenze e Regime Transitorio fino al 2030
| Data | Obbligo |
|---|---|
| 28 giugno 2025 | EAA in vigore — nuovi servizi digitali devono essere conformi |
| 4 marzo 2026 | AgID pubblica le Linee Guida operative (provvedimento n. 38/2026) |
| 11 marzo 2026 | AgID attiva la piattaforma per le segnalazioni di non conformità |
| 28 giugno 2030 | Fine del regime transitorio — anche i servizi pre-giugno 2025 devono essere conformi |
Attenzione al regime transitorio: i servizi già erogati prima del 28 giugno 2025 hanno tempo fino al 2030 per adeguarsi — a meno che non vengano apportate modifiche sostanziali. Un redesign del sito, un nuovo checkout o una nuova sezione di servizi attivano l’obbligo immediato di conformità.
4. Sanzioni: da €2.500 a €40.000
In Italia l’autorità di vigilanza per i servizi digitali è AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Le sanzioni previste dal D.Lgs. 82/2022:
- Da €2.500 a €40.000 per ogni violazione accertata
- Fino al 5% del fatturato annuo per le aziende già soggette alla Legge Stanca o in caso di inadempienza reiterata
- Obbligo di adeguamento coatto con termine fissato da AgID
Dal 11 marzo 2026 AgID ha reso operativa la piattaforma pubblica per le segnalazioni. Chiunque — concorrenti, associazioni di tutela, utenti con disabilità — può segnalare un sito non conforme. Il rischio non è teorico.
5. WCAG 2.1 AA: I Requisiti Tecnici in Pratica
Lo standard tecnico di riferimento è WCAG 2.1 livello AA (Web Content Accessibility Guidelines), organizzato in 4 principi:
- Percepibile: testi alternativi sulle immagini, sottotitoli per i video, contrasto minimo 4,5:1 per il testo normale
- Operabile: tutto navigabile da tastiera, nessun contenuto lampeggiante oltre 3 Hz, pagine con titoli descrittivi
- Comprensibile: lingua del documento dichiarata, messaggi di errore nei form espliciti, nessun cambio di contesto automatico inatteso
- Robusto: codice HTML valido, compatibilità con le tecnologie assistive (screen reader, switch access)
I 5 errori WCAG più comuni nei siti italiani (dati WebAIM Million 2024):
- Basso contrasto dei testi — 81% dei siti
- Mancanza di testi alternativi sulle immagini — 54,5%
- Assenza di label nei form — 48,6%
- Link con testo non descrittivo (“clicca qui”) — 44,6%
- Pulsanti senza testo accessibile — 27,5%
6. Le Linee Guida AgID del 4 Marzo 2026
Il 4 marzo 2026 AgID ha pubblicato il provvedimento n. 38/2026 contenente le Linee Guida sull’accessibilità dei servizi digitali. Non si tratta di nuovi obblighi — l’EAA è vigente dal giugno 2025 — ma del quadro operativo che AgID utilizzerà nelle proprie verifiche.
Le Linee Guida includono:
- Schede di controllo strutturate per siti web, app mobile e documenti
- Criteri basati sullo standard EN 301 549 e WCAG 2.1
- Indicazioni specifiche per la Dichiarazione di Accessibilità
- Metodologia di verifica che AgID adotterà nelle ispezioni
7. La Dichiarazione di Accessibilità: Come Farla
La Dichiarazione di Accessibilità è il documento ufficiale che ogni soggetto obbligato deve pubblicare sul proprio sito. Non è una semplice autodichiarazione: deve indicare con precisione il livello di conformità raggiunto, gli elementi non conformi e le alternative previste.
Dall’11 marzo 2026 AgID ha reso disponibile la piattaforma ufficiale per compilarla e pubblicarla. Il mancato inserimento della dichiarazione è una violazione autonoma, separata dagli errori tecnici del sito.
8. Piano di Adeguamento: da Dove Iniziare
Se il tuo sito non è ancora conforme, ecco la sequenza ottimale:
- Audit automatico rapido (gratuito): usa WAVE per una prima ricognizione degli errori
- Audit professionale completo: per una valutazione certificabile, con test manuali e report utilizzabile con AgID
- Adeguamento prioritizzato: correggi prima i criteri di livello A (obbligatori in assoluto), poi i criteri AA
- Pubblica la Dichiarazione di Accessibilità tramite piattaforma AgID
- Monitoraggio continuo: ogni modifica al sito può introdurre nuovi errori
Se vuoi partire con un’analisi professionale del tuo sito, scopri il nostro servizio di adeguamento EAA e di audit WCAG 2.1. Se gestisci un ecommerce, leggi anche la guida specifica sull’accessibilità ecommerce EAA.
Scritto da
Giulio Petillo
CEO di Webvoria, consulente di strategie digitali B2B. Specializzato in conformità digitale, SEO tecnica e lead generation per PMI italiane.


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